Navigare nel Quarnero
Le isole e le coste del Quarnero offrono un paesaggio completamente diverso. L'eterogeneità e la ricchezza del mondo vegetale ed animale del Quarnero si annoverano tra le sue peculiarità conosciute e riconosciute. Con circa 2.700 specie vegetali, tra le quali sono compresi numerosi esemplari rari ed endemici, la flora quarnerina appartiene alle regioni croate più ricche dal punto di vista del patrimonio botanico. Sull'isola di Krk sono state censite circa 1.500 specie vegetali, ed è seguita a ruota dalla ricchezza dei mondi vegetali delle isole di Cres e Losinj. La flora del Quarnero, grazie alle divisioni territoriali ed all'eterogeneità delle sue zone, offre ai propri ospiti l'opportunità di godere della ricchezza delle pinete, è noto l'effetto particolarmente aromatico delle sue famose pigne, sono rinomati i profumi della sua salvia, del rosmarino, del basilico, dell'alloro e del mirto, come anche delle delizie che si preparano con i marroni, i fichi ed i frutti di bosco, tra i quali si distinguono tante specie di funghi mangerecci.
Le isole
La costa diventa aspra con le montagne che si innalzano a picco sul mare. I versanti a nord delle isole sono spesso spogli e battuti dalla bora, quelli a sud invece appaiono lussureggianti di vegetazione mediterranea. Qui si incontrano le grandi isole di Krk, Cres, Losinj, Rab e Pag ma anche isole più piccole come Susak, Unije, Ilovik, Premuda, Silba, Olib, Ist, Molit e altre ancora. Tra i canali di queste isole passa la rotta nautica che unisce l'Adriatico settentrionale alla parte meridionale e durante la stagione estiva sono tante le barche a vela e a motore che navigano verso sud oppure sulla via del ritorno. La costa è piena di golfi e rade nei quali è possibile trovare la bellezza e la solitudine di una piccola spiaggia.
La traversata del Quarnero
L'isola di UnijeUnije si presenta, come quasi tutte le sue consorelle, bassa. L'approdo omonimo è situato in un golfetto riparato dal vento dominante e su cui si apre una spiaggia a mezzaluna, una delle poche della Croazia settentrionale.
L'approdo è idilliaco: 3 ristorantini si aprono sulla banchina, tra anziani pescatori dai volti scavati dal vento, bambini che passano il tempo a tuffarsi dal molo e splendide casette con piccoli pergolati e giardini fioriti tra molte zone d'ombra. L'isola è dotata anche di una piccola striscia di atterraggio ma la quiete è assoluta e tutto appare ancora autentico. Sul versante opposto dell'isola, si aprono 3 profonde baie: Vovisca, Podkujni e Maracol. Quest'ultima è attrezzata con molti gavitelli ed è impraticabile solo con lo Scirocco. Da qui un rapido e piacevole sentiero conduce in 20 minuti al paese. Affascinante il canneto che conduce al bel faro di Capo Vnetak.
Lasciata Unije si costeggiano, lasciandole a sinistra, le due sabbiose Canidole, Vele Srakane e Male Srakane: sulla prima sorge un monastero abitato circondato da simpatiche casette. I due isolotti sembrano guidare il navi navigante verso Mali Losinj, distante ormai solo 7 miglia.
L'isola di Mali LosinjL'ingresso del porto naturale più celebre dell'alto Adriatico è segnalato dal faro di Capo Kurila e dal fanale rosso dell'isolotto Zabodaski.
L'avvicinamento a Mali Losinj trasporta in una rassicurante dimensione
di gente di mare. Sulla sinistra i cantieri navali moderni, eredi della cantieristica dei secoli passati, operano ancora con le loro alte gru vicino al Marina di Mali Losinj, che conta peraltro una più ambita dependance anche nella parte vecchia del paese. Prima del cantiere, un ponte mobile (aperto alle 9 e alle 18, profondità 3 m) supera il canale di Privlaka (in questo punto Mali Losinj è larga solo una sessantina di metri). Da lì si passa nel Quarnerolo. Mali Losinj è ormai un centro di vacanze cosmopolita e in grado di accontentare tutti i gusti. Una passeggiata tra le strette stradine interne consente comunque di respirare ancora l'aria dei grandi capitani lussiniani.
L'isola di SusakRipartiti da Mali Losinj, vale la pena puntare per Susak. L'isola è un enorme ammasso di sabbia compatta schiacciato su un lastra calcarea. La vegetazione, quindi, si limita a canneti e a interminabili filari di viti. Vale la pena (10 minuti) salire fino al paese sulla collinetta, dove la vita scorre pacata tra casette colorate e cantine per il vino locale. Tornati a Mali Losinj, incunearsi nelle profonde (ma affollate da molte barche) baie di Krivica e Balvanida situate in un ambiente verde e selvaggio. Davvero bello è il successivo passaggio tra Ilovik e Sv. Petar, sede in passato di un potente monastero, le cui rovine sono visibili sulla riva. Nel canale vige divieto di ancoraggio, ma sono disponibili molti gavitelli. Il salto a Premuda prevede solo un'ora di navigazione.
L'isola di PremudaPremuda fa parte della fascia insulare esterna, ed ha per questo un carattere decisamente più sulare. Proprio sul porto si trova uno dei più spettacolari cimiteri insulari che si possano vedere nel Mediterraneo. Anche qui una breve passeggiata (10 minuti) conduce al paese di Premuda, dove sorgono molte piacevoli casette. Una strada conduce a Loza, molo d'attracco del traghetto situato sulla costa
Est dell'isola. Poco a sud del porto, si apre l'ampia e sicura baia di Premuda Uvala.
Verso l'isola di OlibLasciata Premuda, si può pntare su Silba e Olib. Lasciata a sinistra la scogliera di Greben, si arriva alla bella parte sud di Olib, Juzna Slatina, una delle più sensazionali piscine naturali dell'Adriatico. Man mano che ci si avvicina alla spiaggia di ghiaia, il mare passa dal verde al turchese e al celeste. Poco distante si trova la solitaria ansa di Sv. Nikola, invitante ancoraggio annunciato da due belle bitte in rigido stile dalmata. Il ritorno verso nord consente di puntare su Rab, imperdibile la città vecchia, la brulla Pag o direttamente sulle verdi baie di Luka Pod Sv Kriz , nella parte sud di Cres. Usciti dalla baia, si può puntare di nuovo su Lussino, di là si è di nuovo nel Quarnero, in un ennesimo girovagare su questo mare che entra nella terra.
Per maggiori informazioni sul Quarnero:
www.kvarner.hr