marenauta.com
  |  

noleggio barche

  un nuovo modo per vivere il  mare
  |  
Call center: +39 01119838811
  |  
Lingua:        
 
prova
Navigare in Dalmazia Meridionale
Dopo la doppia barriera Brac/Hvar, che separa Spalato dal mare, la Dalmazia più autentica si allontana dalla linea continentale, con le lontane Vis, Busi, Svetac, Susac, Lastovo. Ancor più isolata la splendida e minuscola Palagruza, praticamente in mezzo all'Adriatico. Lunghissime e disposte tra WNW ed ESE sono la Korcula dall'eredità veneziana e la verdissima Mljet. Penisola, ma con caratteristiche decisamente insulari, è invece Peljesac, che si allunga per ben 35 miglia regalando un ridosso dalla Bora ai naviganti che si dirigono verso Dubrovnik, imperdibile scalo di questo mare. Prima, però buone opportunità di soste memorabili sono fornite dal clima invidiabile del piccolo arcipelago delle Elafiti. Da non perdere anche Cavtat fino ai maestosi spettacoli delle Bocche di Cattaro, ma qui siamo già in Montenegro.

Un mare di passaggio
Anche colori e sensazioni - sia visive che olfattive - si fanno diverse rispetto alle intricate vie d'acqua tra Zara e Sebenico o, ancora più del Quarnero, dove il Mediterraneo penetra l'entroterra, fino a lambire genti nei secoli solo sfiorate dal mare. Una ripida catena montuosa (Alpi Dinariche), interrotta solo dal fiume Neretva che conduce fino a Mostar, separa la Bosnia dalla Croazia. Questa rappresenta un vero spartiacque culturale tra i Balcani continentali e le genti della costa, i veri dalmati, eredi degli autoctoni illiri. Da queste parti sono passati tutti:greci, romani, bizantini, croati,veneziani, turchi, austriaci, italiani, slavi.
Scendendo verso sud, però c'è qualcosa in più. Scopriamo luoghi ancora integri, ancoraggi solitari, profumi che, più a nord, la Bora e il disboscamento necessario per costruire le galee di San Marco nell'Arsenale de'Veneziani, hanno irrimediabilmente spento. I paesaggi lunari delle Incoronate, lasciano qui il posto a boschi intricati che scendono fino a riva. Un paesaggio che è ancora occidente, almeno nei venti e nei colori, ricorda poi la mittleuropa (nelle architetture) e che, infine, sa già di oriente, richiamando alla mente del diportista mediterraneo qualche angolo delle ioniche o della Licia turca. Un mare di passaggio, quindi, come d'obbligo per un Adriatico orientale che la ricchezza mercantile di Ragusa, le ampie schiere di marinai che rinforzarono le flotte prima di Venezia e poi dell'Impero Austro-Ungarico, fecero diventare protagonista in secoli di turbulenta storia. L'accoglienza al turista navigante è buona, senza mai arrivare a quel senso di affiatamento che si può trovare, per esempio, in Grecia o Spagna. I croati sono riservati e discreti pur non essendo secondi a nessuno per gentilezza. Inutile aspettarsi smancerie, quindi, forse meglio qualche lunga chiacchierata con qualche anziano marinaio dalmata a proposito del passato e dei ricordi di tanti anni trascorsi sui mari.

L'isola di Lastovo
L'umidità dell'Adriatico, probabilmente, non consentirà di avvistare Lastovo fino a 6-7 miglia di distanza.
La prima impressione è subito positiva: un'isola felice, a giudicare dalla dolcezza dei rilievi e dagli estesi boschi che orlano le sue coste. Il passaggio tra le isole esterne è sicuro, con profondità rapidamente decrescenti. Molto bello è l'ingresso nord di Mali Lago, con i boschi che lambiscono un'acqua dal deciso colore blu scuro. Dopo aver sfiorato le anse di Krucika e Korita, si arriva in breve alla baia di Zaklopatica. Questo è uno di quei luoghi baciati dagli dei. Un semplice isolotto di neanche 200 metri di lunghezza, protegge la rettangolare insenatura dai venti da Nord. Il risultato è spettacolare: una piscina naturale di acqua limpidissima in cui si specchia il verde della vegetazione. Usciti da Zaklopatica si è in breve al porticciolo di Sv Mihajlo, che serve il sovrastante (ma nascosto) paese di Lastovo. Poco visibile dal mare, riserva invece una lieta sorpresa una volta ormeggiatisi. Lasciata la barca, in 15 minuti di strada si sale fino al paese di Lastovo. Davvero curioso il fatto che da nessuna parte del paese più vecchio si veda il mare. Anzi, la vista è richiamata da un fertilissimo e ben coltivato altopiano interno, che le alture vicine riparano dai venti e dalla salsedine. Riscendendo non si può mancare una visita alla piccola marina di Lucica, una bomboniera con micro-porto dove vivono i pescatori locali e dove è possibile affittare qualche stanza per giorni di assoluto relax.
Ripresa la barca, si punta verso il piccolo arcipelago a levante di Lastovo. Gli scogli lagostini - Krucica, Cesvinica e Saplun - offrono infatti un paio dei migliori ancoraggi della zona. Se l'ancoraggio in 3 metri su sabbia e posidonie tra Cesvinica e lo scoglio immediatamente a ponente è bello, addirittura superbo è quello tra Saplun e la scogliera che lo sovrasta da nord. E' qui che si trova l'unica vera spiaggia di sabbia di Lastovo, una delizia in un'acqua turchese esaltata dai riflessi biancastri del fondale. Chi voglia completare la circumnavigazione di Lastovo, può dirigere per la notte a Portorosso, Skrivena Luka, profonda e sicura insenatura situata subito a W del faro di Struga. Chi, invece, è attratto dal profilo delle isole vicine che, probabilmente la brezza del pomeriggio avrà reso visibili, potrà scegliere tra la mole di Korcula o il verde profilo di Mljet, l'isola del miele.

L'isola di Mljet
A condurci a Mljet è una comoda rotta 90°, contrassegnata da una serie di scogli, i Glavat, che terminano con l'ultimo e più grande, sul quale sorge un potente faro.
L'arrivo a Mljet è preceduto, con vento da levante, dal profumo intenso della lavanda e della resina, copiosa nei boschi che ricoprono interamente questa lunga e affascinante isola. Il primo approdo è nell'ampia Baia di Pomena. A terra vi sono diversi ristoranti e un hotel, in cui è possibile noleggiare biciclette per belle escursioni all'interno del Parco Nazionale, che occupa 32.000 kmq nella parte occidentale di Meleda, un terzo della sua superficie totale. Dal 1345 al 1808 proprietà della Repubblica di Ragusa, Mljet è un'oasi di verde con due specchi d'acqua al suo interno. Si tratta dei laghi salmastri di Malo Jezero e Veliko Jezero, letteralmente il lago piccolo e il lago grande, raggiungibili rispettivamente in 10 e 20 minuti a piedi da Pomena. La passeggiata è quanto mai amena, con il primo lago che appare all'improvviso. Lo scenario è davvero insolito per un'isola. La foresta di pini, la tranquillità e l'acqua limpidissima, il gioco di vasi comunicanti tra i due laghi (il piccolo è più basso), collegati da uno stretto canale, l'isola nell'isola su Veliko Jezero dove sorge un convento benedettino del XII Secolo (visitabile con le barche locali e trasformato in resort): per mezza giornata non rimpiangerete certo la vostra imbarcazione.

La baia di Polace
Sarà lei stessa, però a fornirvi altre sensazioni forti, nella successiva baia di Polace, uno dei labirinti più affascinanti dell'intera Dalmazia. Polace presenta ben quattro ingressi, separati dal mare aperto da vari isolotti. Il più scenografico è il secondo.
I sensi hanno subito il sopravvento, tanta è la bellezza che si ha davanti. Il consiglio è di spegnere il motore e procedere a vela, nella brezzolina locale, con una lenta discesa nell'intrico tra le varie isole, tra cui l'esterna Moracnik e l'interna Tajnik offrono infinite possibilità di ottovolanti velici tra innumerevoli virate e strambate. Sulla sinistra, un lungo canale conduce nuovamente al mare aperto. A parte una serie di bassi scogli ben visibile a metà della scogliera di ponente, le profondità sono notevoli, tra i 10 e i 35 m in tutta la baia. In fondo si trova l'abitato di Polace, con le rovine di un antico Palazzo romano, le boe per i corpi morti dei ristoranti locali (Ogigija, Calypso e Bourbon), le biglietterie per il parco e alcuni negozi. Ogigia e Calypso rammentano come il mito di Ulisse sia la genesi stessa della cultura mediterranea. Anche Mljet, come Gozo o Kerkyra, concorre della gara ad accaparrarsi i natali di Calypso, la ninfa che ammaliò Ulisse. Non sappiamo quale sia la verità, unicamente notiamo che a farlo sono sempre alcune delle isole più belle del Mediterraneo.


Da Korcula a Palagruza
Chi vuol proseguire verso Dubrovnik, potrà sostare nelle piccole Elafiti (letteralmente "isole dei cervi"), isole che godono di un eccellente clima subtropicale. Sipan (scalo a Sudurat), Lopud e Kolocep sono davvero invitanti, con paesi tranquilli dove è possibile trovare qualche rifornimento.
A Dubrovnik, si ormeggia o al Marina ACI lungo il fiume Ombla o al porto di Gruz (distributori in entrambi), dove si trova anche la capitaneria per le pratiche doganali. La visita alla città vecchia merita una lunga sosta, per perdersi tra le memorie di una storia lunga e fiera. Un salto alla piccola e verde isola di Lokrum, a meno di un miglio dalla cittadella, completerà il soggiorno. Tornando verso ponente, si può dirigere verso Korcula. L'atterraggio nel Peljenski Kanal richiede attenzione a causa dei molti isolotti. Prima della cittadella veneziana, si nota la baia di Luka, preceduta da un grande distributore. Segue la Marina ACI, immediatamente a levante della città vecchia. Superbe le architetture, ordinatamente disposte su un piccolo promontorio dominato da tue torrioni cilindrici e dal campanile della cattedrale. Da vedere, tra le altre cose di pregio, la casa di Marco Polo e la colonna dedicata nel XVI Secolo ad Antenore, figura del mito troiano e fondatore della città. Il centro principale di Korcula è comunque Vela Luka, situato nella parte ovest dell'isola.